Roberto Maroni biografia 2017: altezza, età, moglie e figli, laurea

Biografia di Roberto Maroni, moglie figli altezza età gli studi fatti, la carriera politica con la Lega Nord, la carriera da ministro e poi in Lombardia

Commenti 0Stampa

Roberto Maroni biografia 2017: ecco la biografia di Roberto Maroni, dove e quando è nata, gli studi fatti, quando ha iniziato la carriera politica, l'approdo alla Lega Nord, l'incarico da ministro del welfare, del lavoro e poi dell'Interno fino alla nomina come presidente della regione Lombardia.

 

Roberto Maroni biografia 2017: altezza, età, moglie e figli, laurea

Roberto Maroni biuografia 2017: Robero Maroni, nasce a Varese il 15 marzo 1955, attualmente ha quindi 61 anni, 62 il prossimo marzo.

Da giovane, Maroni, intraprende gli studi al Liceo Classico Cairoli di Varese e poi si laurea in giurisprudenza ed esame di stato per Procuratore all’Università dell’Aquila.

Inizia la sua esperienza lavorativa da avvocato nell’ufficio legale di una nota ditta americana Avon- Cosmetici, nell’ufficio legale del Banco Ambrosiano guidata da Roberto Calvi.

Roberto Maroni altezza: non trovata;

Vita privata Roberto Maroni moglie e figli: Maroni è sposato con Emilia Macchi, un amore nato sui banchi del liceo, hanno tre figli: Chelo, Filippo Maroni e Fabrizio.

Una presenza discreta quella della signora Emilia, per scelta la famiglia Maroni ha mantenuto sempre riserbo sulla loro vita privata.

Per maggiori dettagli biografia 2017 Roberto Maroni

 

Biografia di Roberto Maroni: l'incontro con Umberto Bossi e la Lega Nord

Biografia di Roberto Maroni: Il 1979 è l’anno in cui conosce Umberto Bossi e tra i due inizia una collaborazione politica, fondano la Lega Lombarda che nel 1989 diventa la Lega Nord.

Dal 1994 al 1955 è Ministro Dell’Interno con il primo governo Berlusconi, distintosi per la caduta dello stesso dopo le polemiche sorte riguardo il caso del “Decreto Biondi” sull’abolizione della custodia cautelare, in piena era Tangentopoli, decreto che era servito a far uscire dal carcere i corrotti dell’indagine della Procura del pool milanese “Mani Pulite”.

Il decreto fu firmato da Maroni (ministro dell’interno) e da Alfredo Biondi (ministro di grazia e giustizia), salvo poi ritrattare   all‘indomani della firma, accusando il ministro Biondi di averlo raggirato non facendogli realmente capire a cosa servisse quel provvedimento. Fu l’inizio della crisi del primo governo Berlusconi realizzatasi con la caduta dello stesso, dopo la fuoriuscita dei parlamentari di Bossi e Maroni.

 

Roberto Maroni condannato:

Il 1996 è l’anno della svolta secessionistica della Padania, Venezia 15 settembre, mentre il Procuratore Della Repubblica di Verona avviava un’indagine con il sospetto che la Lega Nord fosse un’organizzazione paramilitare tesa ad attentare all’unità dello Stato Italiano.

Vennero così perquisite le sedi e le abitazioni degli esponenti della Lega Nord, perquisizioni  a cui si opposero i militanti del partito tra cui lo stesso Roberto Maroni, questo gli valse un provvedimento giudiziario, Maroni fu condannato in primo grado a 8 mesi di carcere, pena poi commutata nei vari gradi di giudizio a una pena pecuniaria.

 

Roberto Maroni ministro Welfare lavoro e la morte di Marco Biagi:

Roberto Maroni Ministro del Welfare dal 2001 al 2006 sempre nella coalizione della Casa Delle Libertà ricoprendo nel secondo e terzo governo Berlusconi l’incarico di Ministro Del Lavoro e Delle Politiche Sociali, periodo in cui scoppia il caso Biagi.

Maroni, infatti, riceve una lettera dal giuslavorista, Marco Biagi, suo collaboratore al Ministero Del Lavoro, nalla quale chiedeva protezione avendo ricevuto ripetute minacce anonime telefoniche.

Maroni preoccupato scrive il 29 agosto 2001 al Prefetto Giuseppe Romano, ritenendo fondate le minacce di Marco Biagi e chiede che sia sottoposto a servizio di scorta, purtroppo nessun provvedimento sarà adottato e Marco Biagi sarà uscciso dalle Brigate Rosse.

Un provvedimento adottato da Maroni nel corso del suo mandato al ministero del lavoro, fu quello di adottare lo scalone pensionistico che innalzava l’età pensionabile di tre anni dai 57 ai 60, entrato in vigore nel 2008 e fortemente contestato dai sindacati e dalla coalizione di sinistra.

 

Roberto Maroni diventa Ministro dell'Interno:

Nel maggio del 2008 Silvio Berlusconi gli affida l’incarico di Ministro Dell’Interno a Roberto Maroni, il 20 dello stesso mese il consiglio dei ministri approva il suo “Decreto Sicurezza” che tra le tante cose prevede: la confisca degli appartamenti affittati a stranieri clandestini, l'aumento della pena fino all’arresto a chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze, libertà per i sindaci di adottare provvedimenti urgenti “ordinanze” nel caso in cui ci fossero problemi per l’incolumità pubblica e per la sicurezza urbana, l'introduzione del reato di stalking e il carcere obbligatorio per chi è accusato di violenza sessuale.

Quando è stato Segretario Federale della Lega Nord spesso ha assunto posizioni politiche critiche contrapposte a quelle del leader Umberto Bossi.

 

Roberto Maroni eletto Presidente della Regione Lombardia:

Dal 2013, Roberto Maroni è il Presidente della Regione Lombardia, è un presidente chiaro e trasparente, come si professa nel suo discorso di inizio mandato.

Il 14 luglio, Maroni è indagato dalla Procura di Busto Arsizio nell’indagine su Expo per la vicenda dei contratti di collaborazione a termine.

La procura inizia ad indagare sulle oltre 7000 euro al mese pagate nel 2007 da una società inquisita per tangenti ed evasione fiscale che Maroni giustifica come consulenze ma che i PM imputano più ad un finanziamento illecito dal momento che le fatture indicano la voce di consulenza solo orale su eventi musicali.

Sempre nel 2013, Maroni in un’intervista a Vittorio Feltri dice di voler lasciare la Presidenza Della Segreteria Politica della Lega Nord per fare spazio ai “giovani rampanti” la scelta poi ricaduta su Matteo Salvini.

COPYRIGHT POLITICANTI.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?


Lascia un commento
Contatti