Perché non passano gli autobus a Roma? Cosa fa il Sindaco Marino?

Perché gli autobus non passano nella capitale? Cosa vuole fare il Sindaco Marino? Qual è la situazione Atac? Ecco i problemi degli autisti e dei cittadini

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Perché non passano gli autobus a Roma? Come mai nonostante la nuova metropolitana i disagi per i romani sono aumentati?

Affrontiamo il problema del trasporto pubblico di Roma con una speciale rivelazione da parte di un autista Atac e cercando di capire quale sarà il futuro dell'azienda di trasporti e come il Sindaco Marino sta affrontando la situazione

 

Perché a Roma non passano gli autobus?

Perché nella capitale non passano i mezzi di trasporto? Perché i cittadini ed i turisti spesso sono sottoposti a disagi nei trasporti giornalieri?
Cerchiamo di capire. Da anni la città di Roma è sottoposta a problemi di diversa natura per quanto concerne il trasporto pubblico: autobus in ritardo e spesso sovraffollati, un servizio metro che non copre a dovere la città e che non riesce a gestire chi ogni giorno sceglie i mezzi pubblici, scioperi e corse cancellate, rendono la viabilità pubblica romana non all'altezza della situazione.
Una storia che si ripete da anni e che con il tempo sembra aver messo contro autisti e cittadini. Ma approfondendo la questione, guardando all'azienda Atac, ai suoi conti e alla sua gestione si evidenzia di come autisti e cittadini siano le vittime di un sistema ormai vicino al collasso.
A raccontarci questo non sono solo gli scandali o i conti in rosso del servizio pubblico romano, ma anche un giovane e coraggioso autista Atac, di nome Christian Rosso, che ha deciso di documentare i problemi che ogni giorno autisti e cittadini vivono.
Con un video pubblicato il 24 luglio 2015, dal titolo Perché l'autobus non passa Atac Roma sulla piattaforma YouTube, il giovane racconta una sua giornata di lavoro che comincia alle ore 14 ma che lo vede uscire con il primo autobus alle ore 19 data l'assenza di vetture e dato che l'azienda ritiene che solo a quell'ora possono girare i mezzi privi di aria condizionata dato il forte caldo estivo.
Ma non è tutto, nel video apparso in rete il 24 luglio del 2015 il giovane autista denuncia che molte vetture Atac sono ferme con la sigla MM, ovvero mancanza pezzi di ricambio e che su 12.000 dipendenti Atac solo 5.500 guidano autobus e metro (un numero davvero limitato per un'azienda di trasporto pubblico e soprattutto esiguo d'innanzi la necessità di rafforzare il sevizio, possibile quindi con dipendenti già assunti e quotidianamente stipendiati ma che al momento si occupano di altro).
Christian Rosso continua il video denuncia parlando sia degli scioperi del venerdì, organizzati da chi non guida le vetture in modo da poter fare tre giorni consecutivi a casa con il fine settimana (dato che un normale autista lavora anche nel fine settimana e quindi non può “godere” del weekend prolungato), sia dell'incremento dei disagi in estate 2015, una strategia, secondo il giovane autista, messa in atto per privatizzare l'azienda e per fare in modo che questa sia l'unica alternativa possibile. E Christian racconta anche delle tratte che su Roma sono già private e di quegli autisti che hanno turni giornalieri di 10 ore grazie alla privatizzazione.
Coraggioso e pronto a tutto, il giovane romano filma anche delle pressioni che i vertici Atac gli hanno fatto per un precedente video pubblicato sul suo profilo personale Facebook e chiede a tutti i cittadini di capire che i disagi che vivono non sono colpa degli autisti invitandoli anche alla manifestazione che si è tenuta il 29 luglio 2015 davanti al Campidoglio.
Quanti autobus e mezzi pubblici ci sono a Roma? L'Atac dispone di un parco veicoli di 2.300 mezzi. Un numero che sembra non sostenere le esigenze della viabilità pubblica romana al quale va aggiunto che il 40% dei mezzi è fermo per problemi tecnici (circa 900 mezzi sono bloccati nelle officine e non riescono ad essere riparati per la mancanza dei materiali di ricambio che la stessa azienda non riesce a fornire ai propri meccanici).

 

Che cosa vuole fare il Sindaco Marino per risolvere il problema?

Il Sindaco di Roma cosa sta facendo per risolvere il problema? Durante la campagna elettorale Marino promise di risolvere i problemi legati al servizio di trasporto pubblico a Roma. All'inizio del suo mandato terminarono i lavori per la nuova tratta metro che fu velocemente inaugurata. Tuttavia, nonostante l'incremento della linea sotterranea, i disagi non sono cessati. Infatti la mancanza di treni e bus continua ad essere frutto di un servizio pubblico ormai al collasso dove si manifestano anche situazioni critiche.
Il Sindaco di Roma non si nasconde ed affronta l'azienda Atac rimuovendo i vertici aziendali per poi dichiarare ai romani che l'azienda di trasporti ha un bilancio in rosso da ormai troppi anni e che la privatizzazione di una parte di essa è l'unica possibilità dato che l'alternativa è il fallimento.
Il trasporto pubblico verrà privatizzato? Difficile rispondere ancora a questa domanda anche se la direzione dei vertici comunali e aziendali spingono affinché metà servizio passi nelle mani dei privati e l'altra metà resti di competenza del Comune.
A remare contro i piani dell'amministrazione di Ignazio Marino sono gli autisti scesi in piazza il 29 luglio 2015 che assieme ai cittadini hanno manifestato la loro volontà affinché il servizio rimanga pubblico e affinché i problemi Atac siano risolti.
Effettivamente è difficile sapere se la privatizzazione del settore non comporti la soppressione di corse non troppo frequentate o l'aumento del costo del biglietto.

 

Autisti e cittadini romani come cercano di risolvere il problema?

Scioperi e manifestazioni: dopo l'annuncio del Sindaco di Roma Ignazio Marino, intendo a trovare un nuovo partner che nei prossimi mesi compri la parte di minoranza dell'azienda, i sindacati promettono vere e proprie barricate contro la privatizzazione dell'azienda. Ma non sono solo i sindacati a chiedere che il servizio non venga privatizzato: infatti autisti e cittadini si sono riuniti il 29 luglio 2015 sotto il Campidoglio per chiedere al Governo di fare in modo che l'azienda rimanga pubblica.

Anche a livello politico si sono creati opposizioni verso le decisioni del Sindaco Ignazio Marino, come il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, Lega Nord di Matteo Salvini, Sinistra Ecologia e Libertà, Forza Italia e Nuovo Centrodestra.

Anche all'interno del Pd ci sono tensioni sulla faccenda e l'opposizione di Alfio Marchini dichiara che sono cominciati gli scontri all'interno del Partito Democratico di Roma.

Per capire bene cosa succederà, sia a livello manageriale che politico, non resta che seguire i successivi eventi che si creeranno sulla faccenda Atac.

 

Qual è la situazione e il futuro dell'Atac?

L'Atac verrà privatizzata? Le notizie che circolano in questi giorni fanno pensare che il 49% dell'azienda verrà privatizzata nei prossimi 12/24 mesi. A farlo sapere è stato il Sindaco della capitale d'Italia Ignazio Marino che, dopo aver chiesto scusa ai romani per l'incremento dei disagi durante l'estate 2015, ha annunciato che per evitare di portare i libri contabili dell'Atac in Tribunale e dichiarare il fallimento, il Comune opterà per una privatizzazione della quota di minoranza.

Si cerca, quindi, un nuovo partner per il momento, tra chi è convinto che sia la soluzione migliore, chi pensa che nessuno comprerebbe mai il 49% dell'azienda (come l'ex Sindaco di Roma Rutelli, che pubblicamente sostiene che nessuna società privata investirebbe mai nel difficile caso Atac) e chi cerca soluzioni alternative per fare in modo che l'azienda resti pubblica.

Ma com'è la situazione in Atac: un recente articolo del quotidiano La Stampa L'azienda municipalizzata della Capitale non rassicura circa il futuro della società di trasporti che lo scorso anno ha avuto un passivo di 141 milioni di euro. Lo stesso articolo ha anche riportato i seguenti dati:

  • 55,18% delle vetture che richiedono un intervento non riescono ad essere riparate;
  • i dirigenti Atac hanno retribuzioni che arrivano fino a 350 mila euro l'anno nonostante i conti in rosso dell'azienda;
  • il 40% dei passeggeri viaggia senza biglietto e su 11.900 dipendenti (gli stessi di Alitalia puntualizza La Stampa) solo 300 ricoprono il ruolo di controllori.
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