Rosy Bindi biografia 2015 vita politica e privata, carriera nel PD

Rosy Bindi biografia 2015 vita politica carriera e curriculum dalla DC a figura di spicco nel Partito Democratico, nella vita privata non si è mai sposata

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Rosy Bindi biografia 2015 della politica italiana, la sua storia, dalla famiglia d'origine, la vita privata (la sua posizione sul matrimonio e i figli) e il curriculum, la sua nascita politica nella Democrazie Cristiana, la fondazione del Partito Democratico e le vicende politiche che ha avuto con Silvio Berlusconi e Vincenzo De Luca.

 

Rosy Bindi biografia 2015

Rosy Bindi biografia 2015 della politica italiana conosciuta all'anagrafe come Maria Rosaria Bindi. Nasce in Toscana, in provincia di Siena, nel Comune di Sinalunga il 12 febbraio 1951.

Ancora molto giovane si trasferisce nella capitale italiana per dedicarsi agli studi di Scienze Politiche presso l'Università Luiss; dopo essersi laureata comincia a fare la ricercatrice presso l'Università La Sapienza di Roma in diritto amministrativo, presso la Facoltà di Scienza Politiche.

Successivamente torna in Toscana e presso l'Università di Siena continua il suo lavoro di ricercatrice sempre in diritto amministrativo anche se presso la Facoltà di Giurisprudenza. In quest'ultimo contesto collabora con Vittorio Bachelet assistendo al suo assassinio il 12 febbraio del 1980, avvenuto per conto delle Brigate Rosse.

Durante gli anni Ottanta si dedica molto all'associazione Azione Cattolica nella quale diventa vicepresidente per 5 anni (1984-1989). Dopo quest'ultimo incarico incomincia la sua lunga carriera politica con la Democrazia Cristiana.

 

Rosy Bindi curriculum:

Il curriculum politico di Rosy Bindi comincia nel 1989 con la Democrazia Cristiana, partito a cui s'iscrive partecipando alle elezioni europee della fine degli anni Ottanta che le permettono di essere eletta nel Parlamento Europeo con 211.000 preferenze nella Circoscrizione Nord-Est.

Laureata in Scienze Politiche e ricercatrice tra Roma e Siena, Rosy Bindi viene nominata Vicepresidente della Commissione Cooperazione e Sviluppo. Le sue doti le consentono di farsi apprezzare nel contesto europeo e dopo poco viene nominata Presidente della Commissione Petizioni e Diritti dei Cittadini.

Rosy Bindi rimane con la Democrazia Cristiana fino alla fine e dopo lo scioglimento di quest'ultimo partito si orienta verso il centrosinistra.

Aderisce al Partito Popolare Italiano ed è tra i fautori della nascita del Centrosinistra che prendono forma nell'Ulivo guidato da Romano Prodi.

Nel 1994 viene eletta alla Camera dei Deputati. Due anni dopo, quando la coalizione di Centrosinistra vince le elezioni politiche del 1996, viene nominata Ministro della Sanità, ruolo che ricopre fino al 2000.

Alle elezioni del 2001 viene nuovamente eletta alla Camera dei Deputati e prende parte alla Commissione Affari Sociali.

In quegli anni nasce il partito della Margherita e Rosy Bindi vi aderisce restando sempre vicina alla corrente di Romano Prodi.

Alla elezioni politiche del 2006 viene eletta per la quarta volta alla Camera dei Deputati e all'interno del II Governo Prodi diventa Ministro per le Politiche per la Famiglia. In quel contesto politico diede vita al Disegno di Legge DICO che la portò ad avere molte critiche sia dalle associazioni dei cattolici che da quelle che appoggiavano le coppie di fatto per via della struttura della stessa riforma. In questo contesto Rosy Bindi si dichiara contraria all'adozione da parte delle coppie gay di figli, evidenziando che è meglio che un bambino nasca in Africa. La questione crea un notevole scompiglio politico.

 

Rosy Bindi alla Camera dei Deputati e il Pd

Rosy Bindi alla Camera dei Deputati e il Pd, un partito che nasce con la stessa politica italiana che ne è sostenitrice e promotrice fin dagli esordi.

Il 14 ottobre del 2007 nasce il Partito Democratico e Rosy Bindi ne fa parte candidandosi alle prime elezioni per le primarie in data 16 luglio del 2007. La sua candidatura è appoggiata da molti esponenti politici ma tuttavia la carica di leader va a Walter Veltroni che ottiene il 75,82% dei voti contro i 12,88% che invece vanno alla Bindi.

Alle elezione politiche del 2008 viene eletta in parlamento con il Partito Democratico diventando vicepresidente della Camera dei Deputati.

Nel 2009 sostiene Pier Luigi Bersani alle primarie del Pd e lo stesso anno, il 7 novembre del 2009, viene eletta Presidente del partito.

Alle elezioni del 24 e del 25 febbraio 2013 viene rieletta nuovamente alla Camera della Repubblica.

Il 19 aprile abbandona il ruolo di Presidente del Partito Democratico dopo che alla quarta votazione per l'elezione del Presidente della Repubblica alcuni membri del Pd voltano le spalle ad uno dei suoi leader storici: Romano Prodi.

Il 22 ottobre del 2013 viene eletta Presidente della Commissione parlamentare antimafia.

Nel Governo di Matteo Renzi si ritrova ad opporsi a diverse riforme come quella legata all'ultima Legge Elettorale Italicum e dichiara che in vista delle future elezioni politiche non si ricandiderà anche se fosse lo stesso Renzi a proporglielo.

 

Quando è nata, quanti anni ha e se è sposata

Quando è nata, quanti anni ha e se è sposata Rosy Bindi, la donna nata politicamente con la Democrazia Cristiana e dalla lunga carriera politica.

Nasce il 12 febbraio 1951, nel Comune di Sinalunga, provincia di Siena, dove cresce e vive in una famiglia cristiana. L'adolescenza la passa con la sorella più grande fino a quando non si trasferisce a Roma per gli studi universitari.

Leva 1951, oggi Rosy Bindi ha 64 anni e continua a far parte delle istituzioni italiane grazie all'ultima nomina alla Commissione parlamentare antimafia, nomina che è arrivata il 22 ottobre del 2013.

Donna in carriera da dopo gli studi come ricercatrice, prima a Roma e poi a Siena, dal 1989 è entrata nelle istituzioni italiane, Rosy Bindi non si è mai sposata e non ha avuto figli. La politica italiana non ha mia parlato delle sua vita privata se non in rare occasioni, raccontando di aver avuto due o tre fidanzamenti nell'arco della sua vita e di aver presentato alla sua famiglia, molti anni fa, un giovane amoroso dagli occhi celesti, che piacque molto a sua nonna.

 

Rosy Bindi e Silvio Berlusconi

Rosy Bindi e Silvio Berlusconi furono al centro di forti tensioni politiche durante il 2009. Esattamente il 7 ottobre del 2009, Rosy Bindi fu invitata alla trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa. Lo show era incentrato sul Lodo Alfano e sulla bocciatura che lo stesso aveva ricevuto. Durante il dibattito politico guidato dal conduttore televisivo Bruno Vespa, Silvio Berlusconi contattò in diretta lo studio televisivo dichiarando che il Capo dello Stato avrebbe dovuto fare pressione sulla Corte Costituzionale per permettere la promozione del Lodo Alfano. Data la figura imparziale e al di sopra della parti del Presidente della Repubblica, Rosy Bindi ritenne gravissime le dichiarazioni dell'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi che rispose, in tono ironico alla deputata del Partito Democratico, definendola più bella che intelligente.

Adirata dalle parole dell'ex Cavaliere, la Bindi rispose a tono dichiarando di non essere una donna disponibile ed evidenziando che quanto era stato detto da Berlusconi era gravissimo.

La battuta di Silvio Berlusconi divenne un caso mondiale creando scandalo nello scenario politico ed istituzionale italiano ed europeo.

 

Quanto guadagna, il reddito, il vitalizio e lo stipendio

Quanto guadagna, il reddito, il vitalizio e lo stipendio della politica di Centrosinistra.

Avendo avuto un ruolo all'interno delle istituzioni italiane dal 1989 fino ad oggi, dal Parlamento Europeo a quello italiano, Rosy Bindi è riuscita a vivere sempre una vita dignitosa e con un reddito che molti italiani invidiano. Tuttavia non è mai apparsa una persona legata agli sprechi della politica anche se non ha mai rinunciato al compenso dei politici italiani.

Data l'assenza di condanne nella sua vita non verrà esclusa dal vitalizio che spetta ai politici italiani e Maria Rosaria Bindi non ha mai parlato di una rinuncia a riguardo.

Avendo dichiarato di non volersi candidare alle prossime elezioni, potrebbe, nel giro di qualche anno, fiducia al Governo di Matteo Renzi permettendo, andare in pensione. Tuttavia sembra essere sempre difficile rinunciare alla politica dopo un'intera vita spesa all'interno delle istituzioni.

 

Rosy Bindi e Vincenzo De Luca

Rosy Bindi e Vincenzo De Luca si sono scontrati in vista e a seguito della elezioni regionali del 31 maggio 2015.

Rosy Bindi appartiene alla Commissione parlamentare antimafia di cui dal 22 ottobre del 2013 ne è la Presidente. Un ruolo che l'ha messa nella condizione di dover stilare la famosa lista degli “impresentabili” in vista delle elezioni regionali e comunali di maggio 2015.

Tra i nomi della lista degli impresentabili è spuntato anche quello del politico Vincenzo De Luca, il due volte Sindaco di Salerno, ed oggi Presidente della Regione Campania, condannato per abuso d'ufficio a seguito della nomina non autorizzata della figura di Project Manager nei confronti di Alberto Di Lorenzo durante la costruzione di un termovalorizzatore nel Comune di Salerno.

La medesima condanna, sulla base della Legge Severino, ha permesso la partecipazione di De Luca alle elezioni regionali del 31 maggio 2015, ma in seguito alla sua nomina come Governatore della Campania, sulla base delle Legge Severino, dovrebbe essere attuata una sospensione nei suoi confronti per via della condanna ad un anno per abuso d'ufficio.

Nel ruolo di Presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, a pochi giorni delle elezioni, ha stilato la black list degli impresentabili dove c'era anche il nome di Vincenzo De Luca per le suddette ragioni. L'ex Sindaco di Salerno è andato su tutte le furie per la questione denunciando la sua stessa collega del Partito Democratico per diffamazione, attentato ai diritti politici costituzionali e abuso d'ufficio.

Di contro Rosy Bindi ha dichiarato di non essere preoccupata dall'azione legale di Vincenzo De Luca, una mossa, secondo il Presidente della Commissione parlamentare antimafia, politicamente strumentale e non fatta per perseguire la giustizia. Tuttavia la Bindi dichiara di essersi sentita attaccata ingiustamente da alcuni colleghi del Pd che hanno ritenuto la lista degli “impresentabili” inaccettabile; la politica italiana ha fatto sapere che ha solamente svolto il suo lavoro e che dovrebbe ricevere le scuse da parte del suo partito.

E sulla questione Vincenzo De Luca contro Rosy Bindi si accende la polemica; il Movimento 5 Stelle, che più volte ha attaccato la Bindi, denuncia Vincenzo De Luca per minaccia al corpo politico dello Stato, prendendo le difese del Presidente della Commissione parlamentare antimafia assieme alla Lega Nord e ad altri esponenti politici.

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