Salva Berlusconi cos'è, come nasce e cosa prevede il ddl 19 bis?

Norma salva Berlusconi cos'è, come nasce e cosa prevede la legge 19 bis? Scontro politico M5S e Pd di Renzi fino alla possibilità di amnistia e indulto

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Salva Berlusconi cos'è e come nasce? Cosa prevede e di fare il Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi a riguardo e il suo Pd? Come ha reagito l'uscente Giorgio Napolitano e quale è stata l'opposizione del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo sull'accaduto? Ecco le spiegazioni che si celano dietro il decreto fiscale e l'articolo 19 bis che potrebbe permettere a Silvio Berlusconi di rientrare nel mondo istituzionale e di terminare con anticipo i servizi sociali

 

Salva Silvio Berlusconi cos'è e prevede?

Che cos'è, come nasce e cosa prevede il ddl salva Silvio Berlusconi? Una domanda che in molti si stanno facendo molto probabilmente dallo scorso Natale (o meglio dalla vigilia), un evento che ha anche messo a dura prova la credibilità di Matteo Renzi e del suo Esecutivo. Cosa succede all'attuale Governo? C'è realmente un patto tra Renzi e il presidente Berlusconi o si è trattato di un malinteso? Cerchiamo di capire.

Il “salva Berlusconi” nasce con l'articolo 19 bis e prevede quella che è la legge sulla riforma dei reati fiscali messa in atto dal Governo Renzi lo scorso 24 dicembre. Questa legge stabilisce che c'è una depenalizzazione del reato fiscale che si lega all'evasione sull'Iva o sull'Imposta di reddito che non supera, rispetto all'imposta sul valore aggiunto o della stessa imponibile dichiarata, il 3%. Fino a qui sembrerebbe una normale riforma fiscale che cerca di regolare i reati di frode nell'ordinamento giuridico italiano, una legge che può essere ritenuta valida o meno sotto il profilo ideologico, ma la cui storia, però, è molto più complessa.

Difatti l'articolo 19 bis, così com'è strutturato, metterebbe fine alla condanna che è stata imputata a Silvio Berlusconi nell'agosto del 2013 a seguito del processo Mediaset in cui il Cavaliere veniva accusato del reato di evasione fiscale con una soglia inferiore al 3%.

Trattandosi di un reato penale, se la legge passasse, sulla base dell'articolo 2 del codice penale, Silvio Berlusconi potrebbe chiedere la fine della sua condanna; quindi la fine dei servizi sociali e la fine dell'ineleggibilità per sei anni e della decadenza di senatore come stabilito il 27 novembre del 2013. Insomma, tra le riforme di Matteo Renzi è forse accaduto l'inimmaginabile.

L'articolo 19 bis è passato il 24 dicembre 2014 con l'approvazione del Consiglio dei Ministri e la sua entrata in vigore è attualmente legata alla Commissione Finanze della Camera e del Senato che dovranno dare solo un parere sul decreto fiscale che, tuttavia, non sarà vincolante.

Sconcertanti le reazioni del mondo della politica e dell'opinione pubblica. Non è ancora chiaro se si è trattata di una svista di Matteo Renzi o di un patto segreto di cui nessuno, ad oggi, ha le prove della sua esistenza. Fatto sta che c'è mancato veramente poco ed ora, giustamente, si cerca la verità e si chiedono spiegazioni. Per il momento il Presidente del Consiglio ha fermato tutto rimandando la discussione istituzionale a dopo le elezioni del nuovo Presidente della Repubblica.

In merito a tutto ciò, Silvio Berlusconi si è quasi tirato indietro dichiarando che ogni volta che viene attuata una riforma o una legge sul fisco, che investe milioni di italiani, sembra essere lui l'unico ad essere coinvolto.

 

Il Movimento 5 Stelle sulla norma e l'emendamento salva Berlusconi

Il Movimento 5 Stelle, sulla norma e l'emendamento salva Berlusconi, è stato molto duro. L'opposizione di Beppe Grillo grida ad uno scandalo in cui è coinvolto Matteo Renzi per il patto con il Nazareno, inserendo l'articolo 19 bis, sostengono i 5 Stelle, per avere sostegno ed appoggio per il Quirinale. Dal blog di Beppe Grillo si legge che il Presidente del Consiglio ha appositamente rimandato la questione, attendendo l'elezione del Capo dello Stato per sistemare le cose ed avere il giusto supporto da parte degli uomini di Silvio Berlusconi.

E' nato così un nuovo scontro, tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle dove quest'ultimo ha accusato Matteo Renzi e Antonella Manzione. Duro Beppe Grillo che dal suo blog ha definito Matteo Renzi il “burattino del Cavaliere”.

 

Depenalizzazione Salva Berlusconi: Napolitano e Renzi

Giorgio Napolitano e il Pd di Matteo Renzi sulla depenalizzazione Salva Berlusconi non potevano rimanere immobili. D'innanzi ad un fatto politico così grave e del tutto inspiegabile si aspettano le spiegazioni e le dovute reazioni da parte delle istituzioni.

I primi chiarimenti sono arrivati da Enrico Zanetti, sottosegretario al Ministero dell'Economia, che ha annunciato pubblicamente che l'articolo 19 bis è stato inserito di punto in bianco, e all'ultimo minuto, in quello che era il decreto approvato il 24 dicembre 2014 dal Consiglio dei Ministri. Potrebbe essere possibile? Chi ha, dunque, inserito la parte incriminata nel decreto fiscale? Data l'approvazione durante la vigilia di Natale, quindi, la norma può entrare in vigore dopo il parere della commissione Finanze della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. Ad aggravare la situazione è che quest'ultimo parere non è vincolante all'approvazione.

Così, dopo che Enrico Zanetti ha spiegato l'inserimento all'ultimo momento dell'articolo 19 bis, il Presidente del Consiglio ha deciso di fermare tutto per fare luce sulla situazione e per riprendere i lavori dopo l'elezione del nuovo Capo dello Stato. Una mossa forse inevitabile per Matteo Renzi che prende tempo per fare luce sull'accaduto e per evitare una rottura politica che potrebbe tranquillamente arrivare se decadesse la condanna del processo Mediaset di Silvio Berlusconi con una simile riforma fiscale.

Quindi per il momento Matteo Renzi ha bloccato l'invio del testo alle Commissioni di competenza per evitare che quest'ultimo entri in vigore.

Immancabile è stata l'indignazione da parte dello stesso Partito Democratico sull'accaduto, dalla corrente di Pippo Civati a quella dello stesso Matteo Renzi, i toni sono stati forti ed accesi ed ora sono proprio gli appartenenti del Pd a cercare di fare luce sulla questione.

L'uscente Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non si è espresso molto sulla questione, dato il suo ruolo e data la fine del suo mandato. Difatti si rimanda al dopo-Napolitano il confronto legato al decreto fiscale e all'articolo 19 bis.

 

Amnistia e indulto per Berlusconi quando ci sarà?

Quando e se ci saranno l'amnistia e l'indulto per Silvio Berlusconi? Queste sono le domande che sorgono nel mondo dell'opinione pubblica dopo la riforma sul decreto fiscale che rischiava, e rischia tutt'ora, di far saltare la condanna di Silvio Berlusconi dettata dal processo Mediaset.

Tuttavia l'uscente Giorgio Napolitano non sembra optare per un amnistia ed un indulto, considerando anche le dimissioni avvenute il 14 gennaio scorso. Per quanto riguarda quindi una possibile amnistia ed un indulto bisognerà attendere l'elezione del prossimo Nuovo Presidente della Repubblica anche se, data l'instabilità politica e le tensioni legate all'articolo 19 bis, difficilmente il nuovo Capo dello Stato prenderà in considerazione una simile manovra che potrebbe far saltare l'attuale Governo.

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