Alma Shalabayeva e Alua: l’espulsione e la storia di Mukhtar Ablyazov

Alma Shalabayeva e Alua: l’espulsione e la biografia di Mukhtar Ablyazov, Nursultan Nazarbayev e l’incontro con Berlusconi, Alfano, Letta e Bonino

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La particolare vicenda che ha visto l’espulsione che ha messo a rischio la vita della moglie e della figlia di uno dei maggiori oppositori del regime kazako, Mukhtar Ablyazov. Tutte le fasi dell’espulsione e la reazione del mondo politico e della comunità internazionale. La storia di Mukhtar Ablyazov per capire meglio tutta la vicenda dell’espulsione di AlmaShalabayeva e di sua figlia Alua.

 

Chi è Mukhtar Ablyazov

Mukhtar Ablyazov è nato il 16 maggio del 1963 ed è un politico ed imprenditore del Kazakistan.

Laureato in Fisica teorica, Mukhtar Ablyazov comincia la sua carriera come imprenditore nel 1992 quando fonda la sua prima azienda, la Astana Holding.

Nel 1997 comincia a far parte della vita politica del Kazakistan. Infatti gli viene chiesto di dirigere la compagnia di energia dello stesso paese e, a seguito di quest’ultimo incarico, l’anno successivo viene nominato come ministro dell’energia del paese, nonché ministro dell’industria e del commercio.

A seguito di una privatizzazione di un capitale che ammontava a 72 milioni di dollari, nel 1998, assieme ad altri azionisti, acquista le quote della BTA Bank.

Dai primi anni di politica sembra avvicinarsi a Nursultan Nazarbayev, ma nel giro di poco tempo si è allontanato dal regime kazako guidato dallo stesso Nursultan Nazarbayev. Infatti nel 2011 fonda Scelta Democratica del Kazakistan, un movimento di natura politica, appoggiato da altri delusi dello stesso regime di Nazarbayev, che cercò modificare la politica del regime interno.

Scelta Democratica del Kazakistan provòad apportare delle modifiche giuridiche all’interno del paese, in particolare cercava di separare il potere legislativo da quello giudiziario e quello esecutivo per permettere una maggiore garanzia di libertà e per decentrare il potere del regime.

Il regime di Nursultan Nazarbayev non prese affatto in simpatia Mukhtar Ablyazov e il suo movimento.

Nel 2002 Mukhtar Ablyazov è stato condannato a sei anni di reclusione per abuso di potere durante la sua attività di ministro. Il processo giudiziario nei suoi confronti non ha rispettato gli standard internazionali.

Durante la sua detenzione circolarono diverse voci e un rapporto di Amnesty International, secondo cui Mukhtar Ablyazov fosse soggetto a continue torture. Fu grazie alle diverse pressioni internazionali che nel maggio del 2003, dopo aver scontato una pena di dieci mesi, fu rilasciato con la clausola di non svolgere più alcuna attività politica.

Nello stesso anno si sposa a Mosca con AlmaShalabayeva.

Due anni dopo, nel 2005, diventa Presidente del Consiglio di Amministratore della BTA Bank.

Sembrerebbe che Mukhtar Ablyazov abbia finanziato diversi gruppi indipendenti contro il regime di Nursultan Nazarbayev, e che quest’ultimo si sia sentito tradito da Mukhtar Ablyazov per essersi opposto al regime e per averlo continuato a fare anche dopo l’indulto.

Più volte sono stati fatti, ma sventati, attentati nei suoi confronti. Una volta anche uno dei figli rischiò di essere rapito.

Durante la sua carica di Presidente del Consiglio di Amministratore della BTA Bank, Mukhtar Ablyazov fece sviluppare l’istituto di credito senza rispettare i depositi di versamento e rischiando l’insolvenza.

Nel marzo del 2009 la BTA Bank intraprende un procedimento giudiziario contro Mukhtar Ablyazov, da poco arrivato a Londra, presso l’Alta Corte del Regno Unito. Il procedimento ha il fine di recuperare beni patrimoniali di cui Mukhtar Ablyazov si sarebbe appropriato illegalmente durante il suo periodo di gestione della BTA Bank (2000–2009).

Nell’agosto dello stesso anno l’Alta Corte del Regno Unito confisca il passaporto di Mukhtar Ablyazov e ne confisca i beni.

Nel settembre del 2009 un fondo sovrano kazako salva la BTA Bank dal fallimento immettendo al suo interno grandi quantità di denaro e diventandone il principale azionista.

Nel 2010 la Russia emette quattro capi d’accusa con un mandato di arresto per Mukhtar Ablyazov, inserendolo tra i ricercati internazionali.

Nel febbraio del 2011 Mukhtar Ablyazov perde la causa presso Alta Corte del Regno Unitoma, sempre nello stesso anno, gli viene concesso l’asilo politico nel Regno Unito (luglio 2011) per il fatto di essere soggetto ad una persecuzione politica da parte del regime kazako. Il Kazakistan ha sollevato una richiesta di estradizione per la quale non ha ancora ricevuto alcuna risposta.

 

La storia di Alma Shalabayeva e di sua figlia Alua

La lunga storia della moglie e della figlia di Mukhtar Ablyazov, Alma Shalabayeva e Alua Ablyazov, comincia il 29 maggio del 2013. Madre e figlia si trovano in Italia dall’autunno del 2012, periodo in cui decisero di trasferirsi dalla Lettonia all’Italia.

La notte tra il 28 e il 29 maggio del 2013, nella villa di Casal Palocco, dove madre e figlia erano ospiti della sorella Alma, Venera, ci fu un’irruzione di 50 agenti della Digos e della Polizia di Roma, che cercavano Mukhtar Ablyazov secondo un’informazione rilasciata dall’ambasciata del Kazakistan.

Le forze dell’ordine non trovarono Mukhtar Ablyazov ma contestando i documenti di Alma Shalabayeva, hanno trasportato la moglie e la figlia di Mukhtar Ablyazov in un Centro di identificazione e di espulsione. L’anomalia che le forze dell’ordine hanno riscontrato nel passaporto diAlmaShalabayeva, passaporto regolarmente rilasciato dalla Repubblica Centroafricana, sarebbe il cognome che appare sul medesimo documento, Ayan, cognome che la donna aveva prima di diventare la moglie di Mukhtar Ablyazov. Altre fonti, più ufficiali, riportano che l’espulsione è stata dovuta all’assenza, da parte della signora Shalabayeva, di un valido titolo di soggiorno.

Data quest’ultima anomalia, sulla base della legge Bossi-Fini, le due donne sarebbero state imbarcate su un aereo, affittato dal Kazakistan e partito da Ciampino il 31 maggio, che le ha portare a Astana.

Il 5 luglio del 2013, tramite il quotidiano La Stampa, Mukhtar Ablyazov, ha chiesto al Presidente del Coniglio dei Ministri italiano, Enrico Letta, chiarimenti sull’episodio che ha travolto la moglie e la figlia. Enrico Letta ha promesso a Mukhtar Ablyazov piena chiarezza sull’accaduto aprendo un’inchiesta.

I legali della famiglia Ablyazov hanno rilasciato la seguente dichiarazione:

“Tra il 29 e il 31 maggio a Roma si è verificata un’operazione di extraordinary rendition nei confronti di una donna e di una bambina di sei anni, prelevate a casa e poi costrette, contro ogni convenzione nazionale e internazionale, a imbarcarsi su un aereo che le ha portate in Kazakistan”.

Secondo i legali della difesa è assurdo ed illegale quanto accaduto: l’Italia ha mandato le due donne in Kazakistan, paese che non ha mai fatto alcuna richiesta di estradizione su Alma Shalabayeva e Alua Ablyazov e che in passato, anche da quanto riportato da Amnesty International, ha torturato Mukhtar Ablyazov che è uno dei maggiori oppositori del regime di kazako. I legali hanno definito il regime kazako un regime dispotico di cui l’unico merito è quello di gestire un paese pieno di risorse di cui l’Eni è uno dei principali collaboratore economico.

Sembrerebbe che l’Italia, con tale espulsione, abbia violato l’articolo 19 del testo unico d’immigrazione che recita:

In nessun caso può disporsi l’espulsione o il respingimento verso uno stato in cui lo straniero possa essere oggetto di persecuzione”.

Un’altra anomalia che emerge è quella legata al Kazakistan e alla sua osservanza dei diritti dell’uomo: molte organizzazioni non governative e la Corte europea dei diritti dell’uomo hanno dichiarato che il regime di Nursultan Nazarbayev non rispetta i diritti dell’uomo. Ad aggravare quest’ultima tesi c’è il fatto che l’espulsione ha riguardato anche una bambina di sei anni che frequentava le scuole nel territorio italiano.

L’avvocato Riccardo Olivo, appartenente allo studio legale Vassalli che ha preso in carico la questione, ha dichiarato che la gravità è legata dal fatto che madre e figlia non hanno commesso alcun reato in Italia e che l’espulsione e il rimpatrio in Kazakistan mette in serio pericolo la loro incolumità.

Dopo l’espulsione Mukhtar Ablyazov ha scritto sul suo profilo Facebook:

Il rapimento della mia famiglia è stato ordinato dal presidente Nazarbayev, che ha cambiato strategia e dalla repressione politica è passato a sequestrare ostaggi”.

Nursultan Nazarbayev ha ringraziato le autorità italiane per la collaborazione ad ha fatto sapere che Alma Shalabayeva si trova agli arresti domiciliari presso la sua abitazione sita a Almaty con l’accusa di aver corrotto ufficiali del Kazakistan con il fine di ottenere passaporti falsi per lei e per la famiglia. Poi una seconda nota non parlava più di arresti domiciliari ma di obbligo di residenza.

Intanto si aspetta la relazione del capo della polizia Alessandro Pansa.

Le notizie che sono emerse in questi giorni riportano che dopo l’incursione, il questore Fulvio Della Rocca, ha avvertito l’Interpol dell’accaduto. Ma a quanto pare nessuno ha avvertito il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

 

La prima reazione della politica italiana

Dopo la pubblicazione dell’articolo sul quotidiano La Stampa, in cui Mukhtar Ablyazov chiedeva spiegazioni al Presidente del Consiglio italiano sulla vicenda che ha coinvolto la moglie e la figlia, Enrico Letta ha, a sua volta, chiesto pubblicamente spiegazioni al ministro dell’interno, nonché viceministro del consiglio, sulla questione. Enrico Letta ha anche detto che se Alfano non sapeva nulla qualcuno deve pagare. Attualmente sarebbero a rischio le posizioni di:

Giuseppe Procaccini (capo di gabinetto di Alfano);

Alessandro Valeri (capo della segretaria del Dipartimento di Pubblica Sicurezza);

Fulvio Della Rocca (questore di Roma);

Renato Cortese (Capo dell’ufficio immigrazione);

GiuseppePecoraro (prefetto di Roma).

Successivamente Mukhtar Ablyazov ha inviato un messaggio ad Enrico Letta:

Caro Letta, grazie per questa decisione coraggiosa, ma adesso temo che il regime di Nazarbayev reagirà mandando mia moglie Alma in prigione e la mia bambina Alua all’orfanotrofio. Fino ad oggi ho avuto paura che il governo italiano serrasse i ranghi, negando l’illegittimità di quanto avvenuto, ma non è successo. Molto grato al popolo italiano per aver reagito a questa orribile vicenda, per non essere stato insensibile, anche se temo che il Kazakistan adesso non lascerà andare Alma e Alua, non potranno lasciare il Paese”.

Il ministro degli Esteri, Emma Bonino, ha definito l’espulsione di AlmaShalabayeva e Alua Ablyazov una “figura miserabile per l’Italia”. L’anomalia che sembra emergere dal Ministero degli Esteri è che Emma Bonino ha dichiarato di non essere a conoscenza dei fatti e di aver preso atto di quanto accaduto alla moglie e alla figlia di Mukhtar Ablyazov dalla denuncia dei legali dello stesso Ablyazov, dalla stampa del Regno Unito e da organizzazioni umanitarie.

Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i rifugiati (Cir), ha dichiarato di aver investito il ministro degli Esteri Emma Bonino sull’accaduto e di essere preoccupato per la procedura con cui le due donne sono state espulse e di essere ancora più preoccupato per la possibilità di ritorsioni che il regime kazako può attuare nei loro confronti.

Tuttavia un fax inviato dal Cerimoniale della Farnesina alla questura, presso l’ufficio immigrazioni, chiedeva se la donna godesse dell’immunità diplomatica. Questo dimostrerebbe che i vertici del Ministro dell’Estero erano a conoscenza della questione. Tuttavia la Farnesina ha smentito dichiarando che nel fax ci si chiedeva solamente se AlmaShalabayeva godesse dell’immunità diplomatica.

Anna Maria Cancelleri, ministro della Giustizia, ha dichiarato di essersi informata sull’accaduto e di non aver riscontrato alcuna anomalia sulla vicenda.

Nichi Vendola di Sel ha chiesto le dimissioni di Angelino Alfano e sulle minacce di Renato Brunetta, che ha chiaramente detto che se il ministro dell’Interno si dimette cade il governo, ha replicato che in tal caso si tratterebbe di un caso di “igiene sociale”.

Le richieste di dimissioni del vicepresidente del Consiglio sono arrivate anche da parte del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo.

In difesa di Alfano gli esponenti del Pdl, da Renato Schifani a Daniela Santanché che fanno sapere che non ci sarà alcuna dimissione per la medesima questione.

Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia ironizza su Twitter:

Kazakistan, caso Ablyazov: Letta, Alfano e Bonino non sanno nulla e non hanno responsabilità. Ministri a loro insaputa”

 

La reazione del mondo

Il mondo guarda con attenzione la storia diShalabayeva e Alua Ablyazov e di tutte le anomalie che girano interno alla questione.

La stampa inglese ha collegato l’espulsione della figlia e della moglie di Mukhtar Ablyazov con i buoni rapporti tra l’Italia e il Kazakistan, collegandoli anche all’amicizia tra Silvio Berlusconi e Nursultan Nazarbayev.

L’Unione Europea ha chiesto spiegazioni alle autorità italiane sulla vicenda per sapere se sono stati rispettate le norme dell’Unione europea.

 

L’incontro tra Silvio Berlusconi e Nursultan Nazarbayev

Il quotidiano l’Unione Sarda ha parlato di un incontro tra Silvio Berlusconi eNursultan Nazarbayev avvenuto lo scorso sei luglio. Secondo il quotidiano sardo il Cavaliere e il presidente del Kazakistan si sono incontrati in Sardegna proprio per affrontare la situazione del rimpatrio della moglie e della figlia di Mukhtar Ablyazov. Ma lo staff di Silvio Berlusconi ha smentito quasi immediatamente la notizia facendo sapere che i due non si sono mai incontrati durante il soggiorno in Sardegna di Nursultan Nazarbayev e che lo scorso sei luglio il Cavaliere è rimasto tutta la giornata ad Arcore.

 

I ringraziamenti del regime kazako all’Italia

Il 31 maggio del 2013 l’ambasciata del Kazakistan ha inviato un fax all’Ufficio immigrazione italiano per congratularsi della rapidità con cui erano state espulse Shalabayeva e Alua Ablyazov.

 

Le dimissioni di Giuseppe Procaccini

Le prime dimissioni per l’espulsione di Shalabayeva e Alua Ablyazov sono state quelle di Giuseppe Procaccini, che rivestiva il ruolo, durante la vicenda, di capo gabinetto del ministro dell’interno Angelino Alfano. Procaccini ha inviato una lettera ad Alfano in cui spiega la sua decisione, continuando a sostenere che il vicepresidente del Consiglio non era al corrente della vicenda.

Il 28 maggio del 2013 Giuseppe Procaccini ha incontrato, al Viminale, l’ambasciatore kazako Andrian Yelemessov che nell’occasione era accompagnato dal suo primo consigliere. Quest’ultimi sostenevano che Mukhtar Ablyazov si trovava nell’abitazione di Casal Palocco. A quel punto Giuseppe Procaccini spiegò ai due diplomatici che la competenza era della Polizia di Stato. Seguì il blitz che portò all’espulsione di Alma Shalabayeva e Alua Ablyazov.

 

La relazione del capo della polizia Alessandro Pansa

Dopo l’espulsione della moglie e della figlia di Mukhtar Ablyazov per giorni si è attesa la relazione del capo della polizia Alessandro Pansa che, una volta redatta, è stata letta al Senato della Repubblica da Angelino Alfano.

Guarda il testo integrale della relazione del capo della polizia Alessandro Pansa

 

La mozione di sfiducia su Angelino Alfano

Le forze politiche di opposizione al Governo Letta sembrano non digerire la vicenda che ha visto l’espulsione della moglie e della figlia di Mukhtar Ablyazov. Infatti Movimento 5 Stelle e Sel hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti di Angelino Alfano. Tuttavia la mozione non è passata dato che il Pd non si è opposto al vicepresidente del Consiglio del Governo Letta.

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