Tav Torino Lione: scontri e minacce agli operai del cantiere

Tav Torino Lione: nuovi scontri tra NoTav e forze dell’ordine. Alfano manda rinforzi e il governo continua il progetto mentre gli operai vengono minacciati

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Continuano gli scontri sul cantiere dell’alta velocità Torino-Lione. Da tempo che i NoTav si battono contro il progetto ma negli ultimi giorni la situazione sembra degenerare. Mortaio artigianale, bombe carta, molotov, minacce verso gli operai che lavorano al progetto, una situazione che sembra degenerare e che ha fatto intervenire la Procura di Torino che ipotizza il reato di tentato omicidio, per il momento contro ignoti.

Il Governo Letta interviene con i ministri Alfano e Lupi, i quali hanno inviato una task force sul posto. Dall’opposizione arriva il ddl del Movimento 4 Stelle per fermare i lavori.

 

L’intervento delle istituzioni

I magistrati e gli uomini della Digos stanno indagando sulla difficile situazione.

Il capo della Digos di Torino, Giuseppe Petronzi, si è incontrato a Palazzo di Giustizia con i magistrati per approfondire la situazione. I pm stanno vagliano molte strade tra cui quella del danneggiamento e il possesso di materiale esplosivo.

Il Sindaco di Chiomante, Renzo Pinard, ha manifestato la sua preoccupazione sulla piega che stanno prendendo le manifestazioni NoTav, dove sembra che ci sia un forte afflusso di gruppi estremisti politicizzati.

Lo stesso Renzo Pinard è stato più volte soggetto a minacce per la sua posizione pro Tav, ma ha sottolineato che se lo Stato vuole procedere con la realizzazione dell’altra velocità Torino-Lione il suo compito è quello di capire in che modo agire.

Inoltre, il Sindaco Pinard, precisa come sia inadeguata e pericolosa la strumentalizzazione dell’opera Tav a livello politico.

 

Le minacce ai lavoratori della Valsusa

Gli scontri tra quella frangia di manifestanti violenti e le istituzioni sembra ora invadere un altro terreno, quello dei lavoratori della Valsusa. La Digos sta indagando su un post apparso su uno dei principali blog NoTav nel quale veniva detto agli operai della Torino-Lione di essere fuori dalla comunità, di aver fatto una scelta egoista e di conseguenza a dover accettare una difficile convivenza con il territorio.

A prendere la difesa dei lavoratori della Tav non sono solamente le forze dell’ordine, è intervenuto anche Domenico Pesenti, segretario generale della Filca-Cisl che ha precisato la pericolosità delle parole contro i lavoratori data la tensione sociale che si vive nella Valsusa e data la violenza di alcuni attivisti.

Per il moneto i lavori della Tav sono ripresi regolarmente affiancati da manifestanti non violenti che nella mattinata di ieri hanno presidiato il posto.

 

Il ddl NoTav del Movimento 5 Stelle

Da anni il Movimento 5 Stelle appoggia la parte non violenta dai NoTav e nella giornata di ieri i parlamentari 5 Stelle hanno presentato un ddl chiedendo l’immediata interruzione dei lavori della Torino-Lione. Le motivazioni date dai parlamentari, tra cui alcuni attivisti NoTav come Marco Scibona, sono quelle dell’inutilità dell’opera, del costo che l’Italia non può sostenere, del calo dei trasposti su rotaie tra i due paesi confinanti,. Un accordo da rivedere, secondo il Movimento 5 Stelle, quello tra Francia e Italia siglato nel 2001 sulla creazione dell’alta velocità.

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