Vitalizi dei parlamentari cosa e quanti sono: requisiti e significato

Vitalizi dei parlamentari cosa e quanti sono: requisiti, significato, definizione, elenco e delega stop condannati più quanto guadagnano i politici italiani

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Vitalizi dei parlamentari cosa e quanti sono, dopo la nuova delibera sullo stop ai vitalizi per i condannati, un approfondimento di quanto e come viene percepito dai parlamentari italiani: i requisiti che devono raggiungere per accedervi, cosa prevede la delibera per lo stop al vitalizio dei politici condannati, la definizione, il significato, quanto ammonta il vitalizio dei senatori, deputati e quello dei consiglieri più quanto guadagnano i politici italiani.

Inoltre una spiegazione di quella che è la divisione politica sul tema, dai partiti che cercano l'abolizione totale a quelli che fanno di tutto per mantenere viva questa remunerazione.

 

Vitalizi dei parlamentari cosa e quanti sono

Vitalizi dei parlamentari cosa e quanti sono in Italia?

Il vitalizio di un parlamentare è una rendita a vita che viene concessa a tutti coloro che hanno prestato servizio all'interno di determinate istituzioni parlamentari e che abbiano raggiunto determinati requisiti, come l'anzianità e la durata del mandato.

In Italia i vitalizzi vengono erogati ai senatori, ai deputati ma anche ai consiglieri regionali nonché ai parlamentari europei. La peculiarità del sistema giuridico italiano mette in risalto l'accumulo che si può fare dei vitalizi: se si svolgono cariche a livello parlamentare, regionale e anche europeo si possono ottenere anche 3 vitalizzi. In parole povere, se durante la carriera politica si viene eletti come consigliere regionale, successivamente come europarlamentare e poi anche parlamentare della Camera o del Senato, raggiunti i requisiti stabiliti dalla legge, il politico in questione ha diritto a 3 vitalizi (uno da consigliere, uno da europarlamentare e uno da senatore/deputato). Inoltre, nonostante la delibera del 7 maggio 2015, se durante la carriera politica il soggetto in questione viene condannato in via definitiva per reati come l'abuso d'ufficio o con pene al di sotto dei 2 anni di reclusione, lo Stato italiano continuerà ad erogare il vitalizio, nonostante i reati commessi, che verrà pagato mediante le imposte dei cittadini.

Infatti sono proprio i cittadini italiani a compensare con le imposte i vitalizi dei politici: ogni mese sia ai parlamentari che ai consiglieri regionali viene detratta una somma dalla busta paga per far fronte alla futura rendita; data l'onerosità dei vitalizi rispetto a quando viene detratto ai parlamentari/consiglieri regionali dalle buste paga, il conto è decisamente in rosso e viene compensato con il gettito fiscale richiesto ai cittadini italiani.

 

Vitalizi ai condannati: stop con la nuova legge delibera

Vitalizi ai condannati arriva lo stop con la nuova legge delibera emanata il 7 maggio 2015 che cambierà alcune cose sul merito.

La delibera in questione è stata votata al Senato della Repubblica dove ha visto 8 voti favorevoli su 19 votanti e alla Camera dei Deputati dove ci sono stati 12 voti favorevoli.

Con l'approvazione della nuova delibera tutti i parlamentari che saranno condannati per i seguenti reati, con una reclusione superiore ai 2 anni, non percepiranno il vitalizio:

  • condannati in via definitiva per mafia;

  • condannati in via definitiva per terrorismo;

  • condannati in via definitiva per reati contro al Pubblica Amministrazione (ma non contro l'abuso d'ufficio);

  • condannati in via definitiva con pene al di sopra dei 6 anni;

  • parlamentari che patteggeranno per le loro pene.

Tuttavia, un parlamentare che viene condannato potrà richiedere il vitalizio 3 anni dopo la fine della condanna nel caso in cui a seguito della richiesta di abilitazione quest'ultima venga concessa. Per tutti i parlamentari che hanno commesso reati più gravi o sono recidivi, ci potrebbero volere anche 8 o 10 anni.

Il Presidente del Senato della Repubblica, Pietro Grasso, e il Presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, si sono ritenuti molto soddisfati di quanto sono riusciti ad ottenere anche se, evidenzia Grasso che si è astenuto dal voto per figura al di sopra delle parti, si poteva ottenere di più.

Lo stop dei vitalizzi ai politici che hanno ricevuto condanne mette in disaccordo la scena politica sia dal punto di vista del contenuto che dal punto di vista della procedura.

Per quanto riguarda la procedura si sperava che il tema in questione fosse trattato con una legge e non con una delibera. A sostenere quest'ultimo punto sono alcuni membri del Partito Democratico, come Silvana Amati che non si è presentata al Consiglio di Presidenza, nonché i componenti di Forza Italia e Area Popolare. Maurizio Gasparri ha evidenziato che inizialmente le forze politiche erano d'accordo sulla legge e che portare avanti la delibera è stato un atto legato alla propaganda politica in vista delle prossime elezioni regionali e comunali 2015, un gesto che ha spinto Forza Italia a non partecipare alla votazione.

Per quanto riguarda il contenuto il Movimento 5 Stelle e Lega Nord si schierano contro la delibera; Beppe Grillo evidenzia che i vitalizi vanno aboliti e basta, che non dev'essere fatta alcuna distinzione e che è il popolo a chiederlo da tempo; di conseguenza i parlamentari del Movimento 5 Stelle sono inizialmente usciti fuori dall'aula durante le votazioni per poi votare contro la delibera.

Infatti i senatori e i parlamentari dei 5 Stelle avevano chiesto di inserire i seguenti 4 punti nella delibera:

  • abolire il vitalizio a coloro che sono stati condannati ad una pena di 4 anni (e non di 6 come prevede la delibera attuale);

  • abolire il vitalizio per il reato di abuso d'ufficio (reato non incluso dalla delibera attuale);

  • esclusione della riabilitazione al vitalizio (prevista nell'attuale delibera);

  • escludere la reversibilità del vitalizio (prevista per decesso nell'attuale delibera).

Roberto Calderoli di Lega Nord ha avanzato la richiesta di una nuova delibera che tagli il vitalizio a tutti ma senza ottenere risultato. Tuttavia alla fine, Lega Nord ha votato si alla delibera assieme a: Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e Fratelli d'Italia.

La delibera votata entrerà in vigore dopo 60 giorni dalla sua votazione, ovvero due mese dopo il 7 maggio 2015.

 

Requisiti per accedere al vitalizio

Requisiti per accedere al vitalizio, ovvero al pagamento mensile di questa pensione a vita, sono i seguenti:

  • svolgere la carica di deputato, senatore, consigliere regionale o europarlamentare per un lasso di tempo stabilito;

  • aver computo 66 anni (la rendita comincerà ad essere erogato dopo il compimento del sessantacinquesimo anno d'età);

  • aver svolto un attività parlamentare consecutiva di 10 anni.

Tuttavia è bene non confondere il vitalizio dei parlamentari e dei consiglieri regionali con le loro pensioni; infatti si tratta di due cose scisse e distinte. I parlamentari e i consiglieri regionali che otterranno il vitalizio sulla base dei requisiti di cui sopra, prenderanno anche la pensione ordinaria. Quindi pensione e vitalizio sono distinti e vengono entrambi pagati ogni mesi ai parlamentari e ai consiglieri regionali che per legge raggiungono i requisiti in essere.

 

Elenco e quali sono i vitalizi parlamentari e dei consiglieri regionali

L'elenco e quali sono i vitalizi parlamentai e dei consiglieri regionali aiuta a capire meglio la spesa a cui si va incontro.

La pensione a vita del vitalizio viene erogata a tutti i:

  • parlamentari (senatori e deputati);

  • consiglieri regionali;

  • parlamentari europei.

La legge italiana consente l'accumulo dei vitalizi, quindi se un soggetto ha raggiunto i requisiti richiesti, ed ha svolto tutte e tre le cariche di sui sopra (senatore/deputato, consiglieri regionale e europarlamentare) ha diritto, per legge, a tre diversi vitalizi.

I vitalizi in Italia oscillano dai 2 mila euro fino agli 8 mila euro al mese.

Quindi il vitalizio dei parlamentari e dei consiglieri regionali non tiene conto del reddito percepito dal soggetto in questione; questo ha evidenziato delle situazioni molto particolari:

mentre i cittadini italiani continuano ad avere difficoltà per l'attuale situazione economica e lavorativa nel paese, vengono erogati i vitalizi a personaggi che hanno seduto nelle istituzioni italiane ma che allo stesso tempo hanno redditi da capo giro. Tra questi è possibile citare i casi più eclatanti:

  • Luciano Benetton, uno degli uomini più ricchi d'Italia, tra i primi venti, che ogni mese riceve un vitalizio di euro 3.108 per la sua attività di parlamentare che ammonta a due anni (all'epoca la legge prevedeva requisiti diversi rispetto a quella di oggi);

  • Francesco Merloni, che percepisce 6.087 euro al mese di vitalizio come ex senatore nonostante si trovi a capo di un'azienda di elettrodomestici che ogni anno fattura 1,3 miliardi di euro.

Quest'ultimi sono solo due dei tantissimi ex parlamentari o consiglieri regionali che percepiscono i vitalizzi parlamentari nonostante i guadagni privati annuali da sei zeri; a riportare la classifica dei personaggi più ricchi in Italia che percepiscono il vitalizio ci ha pensato ilFattoQuotidiano: Vitalizi agli ex parlamentari Paperoni.

 

Vitalizio significato e definizione:

Volendo approfondire l'argomento è bene capire il significato e la definizione dei vitalizi.

Definizione: il vitalizio è una vera e propria rendita a vita che un soggetto ottiene al raggiungimento di determinati requisiti e dopo aver ricoperto determinate cariche. Quanto si parla dei vitalizi dei parlamentari e dei consiglieri regionali le cariche sono sempre legate a istituzioni italiane e della Comunità europea.

Significato: il vitalizio parlamentare nasce come contributo alla carriera istituzionali dei soggetti politici che, ottenendo anche una pensione a vita per le loro mansioni svolte nel campo istituzionale, possono lavorare più liberi ed essere meno soggetti al fenomeno della corruzione.

Analizzando la definizione e soprattutto il significato può venire meno la concezione che un vitalizio sia erogato a parlamentari e consiglieri regionali che siano stati condannati in via definitiva; infatti, dato che la delibera del 7 maggio 2015 non esclude il vitalizio a tutti i parlamentari condannai, la pensione a vita verrà ancora pagata dai cittadini italiani a tutti i politici condannati che non saranno esclusi dall'ultima delibera.

 

Quanto guadagnano i politici italiani con e senza vitalizi?

Quanto guadagnano i politici italiani con e senza vitalizi è la domanda che viene da porsi nell'attuale scenario politico dove sempre di più ci si concentra ai tagli della politica che tardano ad arrivare.

I vitalizzi dei politici italiani oscillano tra i 2 mila euro fino agli 8 mila euro mensili. Quindi variano a seconda della carriera politica di chi li percepisce. Ma non è tutto: in Italia il vitalizio è legato anche alla reversibilità, quindi spetta in eredità a determinati coniugi. In un recente documento dell'Italia Dei Valori, legato alla delibera dello stop dei vitalizi, si calcola che i vitalizi di reversibilità sono ben 1.064, con stipendi che oscillano tra i 1.700/7.000 euro al mese.

Le cifre che guadagnano i parlamentari ogni mese, invece, si possono riassumere così:

  • 11.770 euro al mese netti di stipendio per i deputati (che possono variare a seconda delle votazioni a cui si prende parte);

  • 12.250 euro al mese netti per i senatori (che possono variare a seconda delle votazioni a cui si prende parte).

Allo stipendio dei deputati e dei senatori si aggiunge, poi, i rimborsi spese, previsti in:

  • 100 euro al mese di spese telefoniche certificate;

  • 1.850 euro al mese per l'esercizio di mandato;

  • 6.779 euro al mese (per i deputati) legati ai rimborsi automatici (ovvero per quei rimborsi che non prevedono la presentazione di fattura/scontrino);

  • 7.240 euro al mese (per i senatori) legati ai rimborsi automatici (ovvero per quei rimborsi che non prevedono la presentazione di fattura/scontrino).

Nell'articolo Stipendi politica de ilFattoQuotidiano si stima che la spesa annua degli stipendi dei politici ammonti a 225 milioni di euro nei quali non sono calcolati i contributi che restano sempre a carico dei cittadini italiani, datori di lavoro dei parlamentari italiani.

 

Quali sono i politici, deputati senatori e consiglieri che perderanno il vitalizio?

Quali sono i politico, deputati senatori e consiglieri che perderanno il vitalizio a seguito della delibera emanata 7 maggio 2015? Si tratta di parlamentari ed ex parlamentari che sono stati condannati. Tra i personaggi politici investiti spuntano nomi noti nella politica italiana, quali:

  • Silvio Berlusconi (che percepisce 8 mila euro al mese ed è stato condannato per frode fiscale nel Processo Mediaset);

  • Marcello Dell'Utri (che percepisce 4.985 euro al mese, condannato a maggio del 2014 a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa);

  • Cesare Previti (che percepisce 4.235 euro al mese ed è stato condannato per corruzione in atti giudiziari);

  • Arnaldo Forlani (che percepisce 6.062 euro al mese ed è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione per finanziamento illecito);

  • Paolo Cirino Pomicino (che percepisce 5.573 euro al mese ed è stato condannato a 1 anno e 8 mesi di reclusione per finanziamento illecito);

  • Claudio Martelli (che percepisce 4.992 euro al mese);

  • Gianni De Michelis (che percepisce 5.517 euro al mese nonostante abbia patteggiato nella famosa Tangentopoli);

  • Alfredo Vito (che percepisce un vitalizio come ex parlamentare e uno come ex consigliere regionale, per un totale di 4.540 euro al mese);

  • Toni Negri (che percepisce 2 mila euro al mese ed è stato condannato per reati legati al terrorismo);

  • Gianstefano Frigerio (che percepisce 2.142 al mese);

  • Giuseppe Ciarrapico (che percepisce 1.824 euro al mese ed è stato condannato per ricettazione fallimentare e bancarotta fraudolenta).

Tuttavia alcuni di questi personaggi noti al mondo della politica e della giustizia potrebbero essere esclusi dello stop dei vitalizzi data la peculiarità della delibera che non investe tutti i parlamentari condannati in via definitiva. Per attendere un aggiornamento sul merito è il caso di aspettare il mese di luglio, ovvero quanto la delibera entrerà effettivamente in vigore.

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