Voto per corrispondenza 2018: cos'è come funziona e come si vota?

Voto per corrispondenza degli italiani residenti all'estero: come si vota? Cosa prevede la legge per chi è temporaneamente all'estero? Guida elezioni 2018

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Voto per corrispondenza italiani all'estero: come si vota nel 2018? Gli italiani residenti all'estero (anche temporaneamente) possono partecipare alle elezioni 2018 con il voto per corrispondenza, ovvero ricevendo al domicilio straniero quello che è il plico elettorale che dev'essere spedito nuovamente in Italia.

Come funziona il voto per gli italiani residenti all'estero?

Come si vota alle prossime elezioni 2018?

Quando può votare chi è temporaneamente all'estero?

Per quali elezioni si vota?

Cosa prevede la legge?

Scopriamo in questo articolo il voto per corrispondenza degli italiani residenti all'estero.

 

Voto per corrispondenza 2018: cos'è e come funziona?

Che cos'è il voto per corrispondenza 2018? Il voto per corrispondenza 2018 per gli italiani che vivono stabilmente all'estero, è la possibilità di votare alle elezioni politiche e per i referendum come stabilito dalla Legge Tremaglia (Legge Numero 459 del 27 dicembre 2001).

Sulla base di questa legge i connazionali che vivono stabilmente all'estero possono partecipare alle elezioni politiche e a quelle relative ai referendum.

Non è possibile votare all'estero per le elezioni amministrative (comunali e regionali).

Il voto per corrispondenza degli italiani all'estero è stato utilizzato per la prima volta nel 2006 per dare la possibilità ad un numero maggiore di cittadini italiani di votare.

Voto per corrispondenza 2018 come funziona?

  • Chi vive all'estero può godere del voto per corrispondenza tramite l'iscrizione all'AIRE, l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero.
  • Con l'iscrizione all'AIRE il cittadino italiano dichiara di non vivere più in Italia ma in un diverso paese (sono tenuti ad iscriversi all'AIRE tutti i cittadini che intendono rimanere fuori dai confini nazionali per periodi superiori ai 12 mesi).
  • In vista di ogni elezione, il Consolato Italiano di competenza provvederà a inviare il plico elettorale a casa del cittadino all'estero il quale dovrà esprimere la sua preferenza e spedirlo indietro (il plico arriva sempre con busta preaffrancata, quindi il soggetto interessato non va incontro ad alcuna spesa).
  • Data la modalità con cui il plico è consegnato è sempre bene aggiornare per tempo i propri dati presso il Consolato Italiano che ha creato delle semplici procedure online per facilitare i cittadini.

Voto per corrispondenza italiani all'estero nel 2018: come abbiamo visto il voto per corrispondenza avviene in automatico per chi vive all'estero in maniera permanente.

Gli elettori italiani residenti in altri paesi eleggono:

  • 12 seggi alla Camera dei Deputati;
  • 6 seggi al Senato della Repubblica.

Dal 2016 il voto è stato estero anche per gli italiani che si trovano temporaneamente all'estero.

In vista delle elezioni politiche 2018 il plico che contiene il voto per corrispondenza sarà inviato circa alla metà di febbraio.

scopriamo nel prossimo paragrafo come avviene questa procedura (che non prevede l'iscrizione all'AIRE) e quando spetta. 

 

Voto italiani temporaneamente all'estero 2018: come fare?

Il voto per corrispondenza degli italiani temporaneamente all'estero è stato istituito nel 2016.

In questo caso si tratta di persone che non vivono abitualmente oltre i confini nazionali ma che semplicemente si trovano fuori dall'Italia in via occasionale.

Quando si pensa a queste categorie di persone ci si può rifare ai chi va all'estero a svolgere lavori occasionali, magari della durata di qualche mese.

Le casistiche sono tante e riguardano tutti gli italiani che si trovano all'estero per un periodo inferiore ai 12 mesi (che come abbiamo visto non devono iscriversi all'AIRE).

Il voto per corrispondenza degli italiani temporaneamente all'estero si ottiene inviando una lettera al proprio Comune di residenza, al quale si esprime la propria volontà di votare all'estero specificando anche il motivo per il quale ci si trova oltre confine.

La domanda dev'essere fatta in forma scritta e spedita via posta. 

La stessa deve cominciare con la dicitura: 

"ai sensi degli articoli 46 e 47 del D.P.R. 28 dicembre 2000 n 445, consapevole delle conseguenze penali in caso di dichiarazioni false".

Oltre alla dicitura di cui sopra, la domanda deve contenere:

  • nome e cognome;
  • data e luogo di nascita;
  • Comune di residenza;
  • indirizzo estero a cui si vuole ricevere il voto per corrispondenza;
  • motivo per cui ci si trova all'estero;
  • indirizzo del Consolato Italiano competente (ad esempio se ci si trova a Berlino l'indirizzo del Consolato Italiano a Berlino);
  • la volontà di ricevere la scheda elettorale evidenziando di quale elezione si tratta (ricordo che per le amministrative non è previsto il voto per corrispondenza);
  • la data e la firma.

Voto per corrispondenza per chi è in vacanza: non è previsto il voto per corrispondenza per chi si trova in vacanza o meglio per tutti gli italiani che si trovano fuori dai confini nazionali per un periodo inferiore ai 3 mesi.

 

Come votare alle elezioni 2018 per chi vive all'estero:

Elezioni politiche 2018: come si vota all'estero? In vista delle prossime elezioni politiche 2018 gli italiani residenti all'estero potranno votare sia se risiedono in modo permanente oltre i confini nazionali, sia se ci risiedono in modo temporaneo.

Alle elezioni politiche 2018 i principali sondaggi politici evidenziano che non c'è una forte prevalenza tra un partito e l'altro, quindi il voto degli italiani che risiedono fuori dai confini nazionali potrebbe fare la differenza.

Alle prossime elezioni politiche con il voto per corrispondenza all'estero si distribuiranno:

  • 12 seggi alla Camera dei Deputati;
  • 6 seggi al Senato della Repubblica (voteranno solo i cittadini che hanno compiuto 25 anni).

Anche per questa elezione, tutti i cittadini che non vogliono votare all'estero devono comunicare per tempo la propria volontà di votare in Italia al Consolato Italiano, che eviterà di inviare il voto per corrispondenza mettendo l'elettore in condizione di votare nel suo ultimo Comune di residenza italiano.

 

Legge voto italiani all'estero

La legge che regola il voto degli italiani all'estero prende nome di Legge Tremaglia ed è la Legge Numero 459 del 27 dicembre del 2001.

La legge ha dato la possibilità a tutti gli italiani residenti all'estero di votare.

Questa metodologia di voto è stata utilizzata per la prima volta alle elezioni del 2006 e nel 2016 la votazione è stata estesa anche a chi si trova all'estero in modo temporaneo.

A livello politico la Legge Tremaglia è stata fonte di grandi polemiche.

Da una parte si temono brogli con l'utilizzo del voto per corrispondenza, un voto ritenuto da alcuni esponenti politici vulnerabile.

C'è anche chi si è opposto a questo tipo di voto perché sostiene che chi risiede all'estero non dovrebbe eleggere i rappresentanti politici italiani.

Nonostante le opposizioni la legge che regola il voto per corrispondenza degli italiani residenti all'estero ha forza di legge dal 2001 ed oggi non si pensa ad eliminarla.

Infatti si è voluto dar vita a questa legge per permettere al maggior numero di persone di votare, anche ai cittadini che risiedono all'estero, persone che prima dell'attuazione del voto per corrispondenza dovevano tornare in Italia per votare.

Come abbiamo visto tutti i cittadini italiani residenti all'estero possono anche votare in Italia ma non è previsto alcun rimborso spese (dato che si tratta di una scelta personale).

L'unica casistica per cui è previsto un rimborso spese in caso di rientro in Italia per votare è solo ed esclusivamente per gli italiani che vivono stabilmente in quei paesi in cui l'Italia non ha accordi che danno la possibilità di insediare il Consolato Italiano. 

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