Condannato Berlusconi: confermata la sentenza della Corte d’Appello

Condannato Berlusconi: la Corte d’Appello conferma la sentenza. Il Cavaliere dichiara che i giudici lo vogliono fare fuori e indice una manifestazione

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Quando Silvio Berlusconi fu condannato per il processo Mediaset fu una giornata storica.

Per la prima volta, dopo anni di processo, Silvio Berlusconi veniva condannato.

Come sempre il Cavaliere dichiarava che i giudici comunisti lo volevano eliminare politicamente.

Eppure i fatti poi furono confermati dagli stessi Giudici.

Oggi, a seguito di quella condanna, Silvio Berlusconi è incandidabile nelle istituzioni italiane.

Così resterà fino al prossimo anno per quanto dettato dalla Legge Severino.

Ecco come andarono le cose quel giorno.

 

La reazione di Silvio Berlusconi

Adirato per l’accusa della Corte d’Appello ma non scoraggiato. Così appare Silvio Berlusconi davanti all’opinione pubblica.

Parla di una sentenza ingiusta, un’accusa di frode fiscale per 3 milioni di euro al confronto dei 567 milioni di euro che il gruppo Mediaset ha versato all’erario.

Per quella sentenza Silvio Berlusconi è diventato successivamente incandidabile.

Un’accusa prima di fondamenta, sostiene Berlusconi, da parte di quella magistratura di sinistra che da anni lo cerca di eliminare politicamente.

Ed è proprio per questo motivo che il Cavaliere ha organizzato una manifestazione per il prossimo sabato a Brescia.

Ci tiene comunque a precisare che tale giudizio non avrà ricadute sul Governo Letta, un governo che deve andare avanti e che può offrire ancora molto al paese.

 

La reazione del Movimento 5 Stelle alla condanna Berlusconi

Il Movimento 5 Stelle reagisce sul fronte opposto del Pdl. Vogliono chiedere il voto per l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi i parlamentari del Movimento 5 Stelle.

La stessa capogruppo alla Camera, Roberta Lombardi, ha scritto su facebook che la loro intenzione è quella di proporre l’ineleggibilità di Silvio Berlusconi e vedere chi è che la voterà.

La Lombardi specifica che la legge del 1957 vieta ai titolari di una concessione pubblica e i rappresentanti legali di una società che fa affari con lo Stato non possono essere eletti.

La legge del 1957 va a pesare molto, secondo i 5 Stelle, con la condanna che Silvio Berlusconi ha ricevuto in secondo grado dalla Corta d’Appello di Milano.

Lo stesso fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo ha dichiarato che Silvio Berlusconi merita il carcere.

 

La reazione della magistratura

Dopo le pesanti parole da parte del Pdl e di Silvio Berlusconi sul lavoro svolto dalla Corte d’Appello, l’Associazione nazionale magistrati denuncia il comportamento di Berlusconi, un comportamento violento che rischia di sfiduciare le istituzioni agli occhi dei cittadini.

La stessa Associazione nazionale magistrati italiani ha chiesto al Presidente della Repubblica di intervenire sul merito della questione.

Gli attacchi ricevuti sono di natura offensiva e violenti e per di più non vengono mai motivati dagli esponenti del Pdl che si limitano a definire i giudici politicizzati e di sinistra.

Dopo la condanna in secondo grado per frode fiscale, Silvio Berlusconi e il Pdl attaccano la magistratura, accusando i giudici di aver emesso una sentenza iniqua sul processo Mediaset. Sentenza che, se sarà confermata in Cassazione, costerà a Silvio Berlusconi una condanna di 4 anni di reclusione (3 di indulto), 5 di interdizione dagli uffici pubblici e 3 di interdizione dalla guida societaria. Ma il Cavaliere non ci sta.

Così scende nuovamente in piazza con i suoi fedelissimi del Pdl. Questa volta a Brescia dove per il prossimo sabato, ore 16, è prevista una manifestazione che presiederà lo stesso Silvio Berlusconi.

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