Doris Lo Moro biografia 2018: chi è la politica di centrosinistra?

Doris Lo Moro biografia 2018: chi è? Quando è nata? Studi, curriculum e carriera politica, il ruolo nel Pd nella Regione Calabria e come Senatrice

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Doris Lo Moro biografia 2018: chi è? Si tratta di una politica italiana del Centrosinistra.

Cosa ci racconta la sua biografia?

Quando e dove è nata?

Come comincia la sua carriera politica?

Quali ruoli ha ricoperto?

Quali sono stati i motivi che l'hanno portata dal Partito Democratico alla nuova corrente di sinistra Articolo 1?

Ecco la biografia di Doris Lo Moro.

 

Doris Lo Moro biografia 2018

Doris Lo Moro nasce a Filadelfia (VV) il 12 agosto 1955. Laurea in giurisprudenza sostiene poi l’esame di Stato per magistrato che svolge come giudice al tribunale penale di Roma. Nel 1993 inizia la sua carriera politica candidandosi a sindaco della città di Lamezia terme da due anni commissariato per infiltrazioni mafiose, resterà in carica per due mandati consecutivi in una coalizione di centro-sinistra.

Doris Lo Moro biografia 2018: dopo le ultime vicende politiche, nel 2018 Doris Lo Moro si trova a far parte della sinistra italiana con il partito Articolo 1 - Movimento Democratico e Progressista.

 

Doris Lo Moro curriculum e carriera politica

Doris Lo Moro è stata vicepresidente della “Lega delle Autonomie” e presidente della società consortile Sviluppo Area ex Sir poi divenuta “Lamezia Europa” impegnata in primo piano nella lotta contro la mafia, fa parte dell’Associazione Libera, associazione nata per sensibilizzare e contrastare il fenomeno mafioso, l’unica riconosciuta dal Ministero dell’Interno.

Nel 2005 viene eletta al Consiglio Regionale della Calabria nelle file dei Democratici di sinistra con la carica di assessore alla tutela della Salute, giunta guidata da Agazio Loiero, a settembre del 2006 riconfermata con il Loiero bis, a metà legislatura, nel novembre 2007 si dimette da consigliere regionale. Viene eletta presidente all’Assemblea Costituente Regionale.

Nel 2008 alle elezioni politiche viene eletta alla Camera dei Deputati nella lista del PD.

 

Doris Lo Moro primarie PD regione Calabria

Doris Lo Moro è uno dei quattro candidati alle primarie del PD in Calabria per eleggere il nuovo Presidente della Regione nel gennaio 2010.

Nel dicembre 2012 si candida alle primarie del PD, in provincia di Catanzaro, per eleggere i candidati del partito al Parlamento Italiano alle elezioni politiche del 2013. Il 25 febbraio viene eletta al Senato della Repubblica Italiano.

Il 2014 vota contro l’autorizzazione ad utilizzare le intercettazioni telefoniche a carico del senatore Antonio Azzollini, respingendo la relazione del senatore Felice  Casson (PD).

Azzollini era indagato per una maxi truffa da 150 milioni di euro per la costruzione del porto di Molfetta, data in appalto nel 2007 e mai giunta al termine. 15 Settembre 2015, la senatrice del Partito Democratico, Doris Lo Moro lascia la riunione con il ministro Maria Elena Boschi e i capigruppo di Camera e Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda. Siamo a un binario morto, dichiara la Lo Moro, lascio il tavolo di trattativa perché, non si discute né dell’articolo 2, né delle funzioni del Senato, c’è divergenza tra quello che viene comunicato all’esterno e quello che avviene alle riunioni, dichiarazione subito smentita dal ministro Maria Elena Boschi, replicando che si continuerà a lavorare al testo di legge per la riforma costituzionale incluso l’articolo 2.

Il 26 gennaio 2013, intervenendo all’inaugurazione dell’Anno Giudiziario la parlamentare Doris Lo Moro dichiara che c’è un’emergenza che si chiama “giustizia”, (non magistratura, tende a precisare) le cui carenze sono uno dei freni allo sviluppo dell’Italia, costano miliardi di euro alle imprese per i ritardi e altrettanti per i fenomeni di corruzione e di evasione che non si riescono ad arginare.

Una giustizia lenta ed inefficiente, inoltre, sottolinea, non incentiva nè il senso civico né la fiducia nelle istituzioni.  Indica questi come temi di priorità per il nuovo Governo del Paese. La Lo Moro fa poi riferimento alla battaglia condivisa da tutto il suo partito il PD in cui si è speso per ottenere il risultato del mantenimento di tre tribunali calabresi nei territori di Lamezia Terme, Castrovillari, Paola, ad alta densità mafiosa.

 

Doris Lo Moro senatore Repubblica

Da senatrice Doris Lo Moro ha presentato, come prima firmataria il DDL relativo alla normativa per l’estensione allo svolgimento per infiltrazione mafiosa ai Consigli Regionali; le disposizioni in materie di contrasto al fenomeno delle intimidazioni ai danni di amministratori locali. Il 17 settembre 2016 salta la sua nomina al Consiglio di Stato, viene nominata al suo posto Antonella Manzione, nomina sostenuta dal Premier Matteo Renzi, quella della Manzione, che ha suscitato polemiche per la mancanza di requisiti.

Quanto è accaduto, dichiara la senatrice Lo Moro, è di una gravità inaudita, anche perché il Consiglio di stato aveva riconosciuto i suoi requisiti per poi comunicarle che non era il caso di nominare un parlamentare già in carica. E’ una sciocchezza, ribadisce ancora nelle sue dichiarazioni alla stampa Doris Lo Moro, anche per un parlamentare in carica c’è la possibilità di concorrere alla Presidenza Della Repubblica o a Giudice della Corte Costituzionale.

Penso che ci sia stata una trattativa con il Governo ,dichiara ancora, cosa che non la disturba sul piano professionale ma la tocca profondamente su quello umano.

Rimane ovviamente Senatrice della Repubblica fino alla fine del mandato, poi la decisione se rimanere in politica o tornare a fare il giudice al tribunale di Lamezia terme, sua città di residenza e dove ha svolto per due mandati consecutivi la guida della città come sindaco.

 

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