Matteo Renzi Pd: non farà il segretario generale del partito

Matteo Renzi Pd: intervista al Sindaco di Firenze che parla dell’attuale situazione politica. Non farà il segretario generale e parla di Grillo e Berlusconi

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Dopo che Pier Luigi Bersani fu tradito dal suo stesso partito quando Giorgio Napolitano gli diede l'incarico per formare un Governo, fu chiara la sua fine politica.

In quel momento Matteo Renzi era l'uomo favorito dalla maggior parte degli esponenti del Pd.

I principali sondaggi nazionali lo davano come favorito.

Tuttavia lo stesso fece delle dichiarazioni che lo portarono a non diventare il nuovo Segretario Generale.

Infatti Matteo Renzi disse che non avrebbe sostituito Pier Luigi Bersani come Segretario Generale.

All'epoca forse non poteva immaginare che quella esperienza di Governo lo stava per mettere in una condizione difficile.

Infatti quello fu l'inizio della disfatta politica che l'ex Sindaco di Firenze ebbe alle successive elezioni politiche.

Ecco come sono andate le cose in quel preciso momento.

Ecco come si misero le cose per Matteo Renzi e Pier Luigi Bersani.

 

Quando Matteo Renzi non voleva fare il segretario generale

Il Partito Democratico sta valutando chi sarà il prossimo segretario generale.

In molti si aspettavano di vedere il Sindaco di Firenze alla guida del Pd, ma lo stesso Matteo Renzi annuncia che non sarà lui a sostituire Pier Luigi Bersani, nonostante che i sondaggi lo danno tra i preferiti.

 

L’intervista a Matteo Renzi

Intervistato da Giovanni Minoli al Festival della tv, il Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, fa sapere che non si candiderà alla guida del Pd. Precisa che questo non sarà il suo turno.

Nell’intervista, Matteo Renzi critica il suo stesso partito. Secondo il Sindaco di Firenze questo era l’anno del Pd, l’anno in cui avrebbero dovuto governare. Invece, per Renzi, la campagna elettorale è stata del tutto sbagliata. Mentre Grillo conquistava le piazza il Partito Democratico si chiudeva dentro i teatri. Ammette che la cola è anche di Pier Luigi Bersani, precisando che gli è rimasto sempre fedele e che farà la stessa cosa con Letta:“A questo giro non mi candido, vedo che ci sono nomi in campo, ma non interessa il nome. In questi sei mesi mi sono candidato a tutto, ma non credo di essere adatto a tutto. Il Pd deve fare una riflessione su se stesso, il mio modello di Pd è più liquido che solido. Sto nel mio partito e sono desideroso di vederlo vincere. Il 2013 sarà ricordato come l’anno in cui abbiamo perso la più grande occasione. Mentre c’era Grillo in una piazza con 800 mila persone, noi eravamo in un teatro con un cartello con la scritta lo smacchiamo. La colpa non è solo di Bersani, ma ci ha messo del suo. A Grillo vorrei rubare l’idea che siamo in grado di fare le cose. Invece il Pd è stato rassegnato. Obama dice Yes, we can, noi invece Non possiamo. Letta è un amico, agli amici si deve lealtà, è questo il valore più grande. Sono stato leale con Bersani in campagna elettorale, lo sono e lo sarò con Letta”.

 

Come ultimo argomento Matteo Renzi ha precisato che non intende lasciare la guida della Commissione per le riforme a Silvio Berlusconi, una guida che influenzerebbe i prossimi cinquant’anni della politica italiana, un lasso di tempo che, a detta del Sindaco di Firenze, non interesserà al Cavaliere.

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