Pensioni novità 2018: donne, Quote 41, Quota 100 e APE volontaria

Pensioni novità 2018 per le donne e gli uomini: Quote 41 M5S, Quote 100 di Salvini, l'APE volontaria, sociale e rosa del Pd: ecco le novità sulle pensoni

Stampa

Pensioni novità 2018: quali sono? Le novità in merito alle pensioni per questo 2018 sono molte sia per quanto dettato dalla Legge di Bilancio, sia in vista delle prossime elezioni politiche 2018 che porteranno dei cambi di direzione: si parla di eliminare la Riforma Fornero, delle pensioni per le donne, della quota 41, della quota 100 e di come si sta attuando l'APE.

Quali sono le novità di quest'anno?

Quali sono le proposte dei principali partiti?

Come cambierà il sistema pensionistico nel corso dell'anno?

Ecco le novità in merito alle pensioni 2018.

 

Pensione novità 2018

Le novità sulle pensioni di questo 2018 sono molte.

L'abolizione della Legge Fornero del Governo Lega M5Sè tra le pricipali.

Infatti sembra proprio che da quest'anno la discussa Riforma Fornerò andrà in pensione.

Cosa ci sarà di nuovo per i pensionati?

Bisogna attendere un disegno legge prima di dirlo ma quello che è sicuro è che ci saranno grandi novità.

In base alla Legge di Bilancio 2018 la prima cosa che c'è da notare è che la manovra dell'Anticipo Pensionistico APE 2018 sta riscuotendo un discreto successo dato che sono tanti i lavoratori che ne usufruiranno quest'anno.

Da parte sua il Partito Democratico sembra soddisfatto di quello che ha portato avanti con il suo Governo, difatti la sua campagna elettorale è improntata sulla continuazione delle riforme messe in atto negli anni passati.

Di visione completamente opposta il Centrodestra con il suo leader Matteo Salvini che promette di eliminare la Riforma Fornero una volta al Governo.

Anche il Movimento 5 Stelle vuole prendere una direzione diversa da quella del Governo uscente parlando di una riforma in cui si andrà in pensione dopo 41 anni di lavoro indipendentemente dall'età.

Ma dato che tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare, e dato che spesso le campagne elettorali sono ricche di promesse che poi non si attuano in sede di Governo, bisogna prendere per quello che sono tante dichiarazioni di questo momento.

Ma vediamo cosa c'è di concreto, a cominciare per le donne.

 

Pensione novità 2018 per le donne

Con la nuova Legge di Bilancio sono diverse le novità per le donne che devono andare in pensione e per quelle che ancora lavorano.

La principale novità di quest'anno è quelle legata all'età pensionistica delle donne, che dal 2018 sarà uguale a quella del sesso opposto.

Infatti fino alla scorso anno l'età pensionistica per le donne era inferiore rispetto a quella degli uomini, mentre da quest'anno i requisiti saranno gli stessi.

Quindi con la nuova Legge di BIlancio le donne potranno andare in pensione dopo aver compiuto 66 anni e 7 mesi d'età ed avendo maturato 20 anni di contributi.

Nel dettaglio:

  • 66 anni e 7 mesi d'età più 20 anni di contributi versati per chi vuole usufruire della pensione di vecchiaia di pubblico impiego;
  • 65 anni e 7 mesi più 20 anni di contributi versati per chi vuole usufruire della pensione di vecchiaia e ha lavorato nel settore privato;
  • 66 anni e 1 mese per i lavoratori autonomi;
  • 66 anni e 7 mesi per chi vuole richiedere l'assegno sociale.

L'unico divario che rimane tra i due sessi è quello legato alla pensione anticipata in quanto le donne potranno richiedere quest'ultima se hanno maturato 41 anni e 10 mesi di contributi entro l'anno corrente, mentre gli uomini 42 anni e 10 mesi.

Le donne, inoltre, avranno l'opportunità di usufruire dell'APE Rosa che a differenza dell'APE volontaria si può richiedere con due anni in meno di contributi rispetto agli uomini.

 

Pensione Quota 41 e Quota 100

Con il termine quota 41 s'intende la possibilità di andare in pensione dopo 41 anni di contributi.

Oggi la Legge Fornero prevede la quota 41, ovvero la possibilità di richiedere la pensione anticipata dopo 41 anni di contributi.

Tuttavia si tratta di un passaggio temporaneo dato che dal prossimo anno la stessa Legge Fornero alzerà lo scaglione a 43 anni.

Ma essendo incerto anche il futuro di quest'ultima legge bisogna vedere che direzione politica ci sarà durante il corso dell'anno.

Il Movimento 5 Stelle guidato da Luigi Di Maio introduce nel suo programma elettorale la Quota 41 in un modo del tutto differente.

Per Luigi Di Maio l'attuale età per andare in pensione è troppo alta e vuole introdurre una riforma che dia la possibilità a tutti i lavoratori di andare in pensione dopo 41 anni di contributi.

In questo modo si potrebbe abbassare di molto l'età pensionistica ma non solo: Luigi Di Maio ha aggiunto che in caso di vittoria di elezioni il Movimento 5 Stelle porterebbe il paese ad uscire dalla Riforma Fornero nel giro di 5 anni.

Più drastica, invece, la posizione di Matteo Salvini e del suo Centrodestra: per il leader della Lega si parla di quota 40, ovvero di dare la possibilità a tutti i lavoratori di andare in pensione dopo 40 anni di contributi.

Matteo Salvini è anche diretto sulla Legge Fornero, riforma che verrebbe eliminata nell'immediato in caso si vittoria da parte del Centrodestra.

Sempre dallo stesso orientamento politico si parla di Quota 100, ovvero andare in pensione a 62 anni d'età + 38 di contributi o a 63 anni d'età + 37 di contributi.

 

Pensione APE volontaria e sociale

L'Anticipo Pensionistico APE non solo sarà attivo per tutto l'anno grazie alla Legge di Bilancio 2018 ma è anche la riforma che il Partito Democratico sta presentando nel suo programma elettorale e che riprenderà in caso di un nuovo Governo di Centrosinistra.

In pratica con l'APE il lavoratore chi vuole andare in pensione in anticipo può ichiedereun prestito alla banca mediante domanda INPS con il quale si copre le spese dei tre anni di anticipo che in un secondo momento (al raggiungimento della reale pensione di anzianità) verranno spalmate in 20 anni (il prelievo sarà automatico su ogni assegno pensionistico).

Con l'APE 2018 il Governo di Matteo Renzi e quello di Paolo Gentiloni sono venuti incontro ad alcuni problemi legati al pensionamento anticipato.

Come primo punto c'è quello di far fronte ai disagi creati dalla Riforma Fornero, quello per le leve 1951, 1952 e 1953 che hanno visto uno slittamento della loro pensione quando erano ormai prossimi al meritato riposo dal lavoro.

Con l'APE i lavoratori nati in questi ultimi anni (e che hanno i dovuti requisiti) possono anticipare la pensione di 3 anni.

Ma la Riforma APE si estende anche ad altre casistiche di lavoratori.

Infatti coloro che hanno maturato 20 anni di contributi e nel 2018 compiono 63 anni e 7 mesi possono richiedere l'APE volontaria, così come chi si trova in situazioni di difficoltà potrà richiedere l'APE sociale, interamente a carico dello Stato Italiano.

C'è anche la casistica dell'APE aziendale, di cui si fa carico l'azienda e che successivamente viene pagata dal lavoratore una volta che ha raggiunto la pensione di anzianità.

COPYRIGHT POLITICANTI.IT © RIPRODUZIONE RISERVATA
Ti è piaciuto questo articolo?


Informativa

Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Puoi negare o modificare le tue preferenze sui cookie in qualsiasi momento sulla nostra Cookie Policy. Se vuoi saperne di più su come gestiamo la tua privacy consulta la nostra Privacy Policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso di tutti i cookies.